Sui
‘guerriglieri’ no Expo c’è chi fa dietrologia, chi condanna tout court, chi
solidarizza, chi cade dal pero.
Francamente,
al di là delle possibili congetture, mi sovviene il pensiero debole che c’è
sempre dietro la violenza così mal indirizzata. Che insomma questi non hanno
impallinato un politico o giù di lì, questi hanno fatto danni alla cieca per
sollevare caos o per sfogare chissà cosa, chissà perché. E la tristezza è
soprattutto in quel vuoto. Nel vuoto di chi non pensa. Autonomo o assoldato che
sia, non pensa.
L’ideologia,
per quanto si auspica comunque pacifica e civile, se sbotta prende la mira e si
fa capire insomma. Questa getta più angoscia che attenzione. Peraltro insieme a
tutto il proliferare di musi lunghi, commenti storti, entusiasmi sbiaditi,
critiche bislacche e via dicendo ovvero tutta quella pletora di inutile e
scivolosa scontentezza che non fa rimboccare le maniche, non smuove di un
millimetro la storia, non pronuncia parole ascoltabili.
Per
questo più di tutto rifletto sui commenti agghiaccianti. Sulle risate, sulle
spallucce, sui cori di piacere, sulle manganellate verbali che fioccano a
destra e a manca dal riparo di una tastiera e di un monito. Armati uno verso l’altro
senza che uno sappia chi è l’altro. Per pregiudizi idioti, per totale mancanza
di informazione, per assenza di spirito, per livello spirituale e culturale
tendente allo zero.
Pensare
è un verbo in via d’estinzione. Una specie di umano meccanismo che invece
andrebbe urgentemente e fortemente protetta. Questione essenziale, per tutto e
tutti. Che vivere e morire senza aver provato l’ebbrezza di far funzionare i
neuroni non è bello e nuoce gravemente alla salute collettiva (se proprio a
quella individuale non si vuole badare).
Ma
come cazzo si fa a rivendicare libertà e dignità senza pensare?
Concordo in tutto e per tutto. La violenza cieca, distribuita casualmente, non risponde ad alcun senso di giustizia. È il segno piuttosto di una fretta immorale e autoassolutoria, priva di pensiero.
RispondiElimina