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mercoledì 14 novembre 2012

Di professione accompagnatrice


Arrivi all’appuntamento puntuale, sensuale e sorridente. Non metti il broncio se ti porta a una noiosissima cena d’affari, non ti lamenti della suocera, non gli rammenti che il giorno dopo deve rincasare presto per la recita dei bambini.
Sei perfetta nella tua accondiscendenza quieta, amabile nella tua gentilezza, impeccabile nella composta presenza di commensale affascinante.
Lui sai se sei disponibile ad andare oltre l’accompagnamento, tu sai quali tariffe sono previste per la prestazione minima e per gli eventuali risvolti, entrambi potete serenamente guardarvi negli occhi senza cogliere rimproveri, impazienza, ricordi, tensioni.
Lui fai il galante, ostenta una disinvoltura degna di un attore, ti accenna quanto basta perché tu possa riempirlo di lusinghe sulle sue prodezze professionali, ammicchi con lo sguardo come se vi unisse confidenza e complicità.
La scena è variegata ma il copione si ripete. Tu hai fatto le stesse cose ieri sera con l’imprenditore di grido e ti alleni a ben figurare domani con il politico di turno. Lui ha conosciuto altre donne come te, compagne di un pezzetto di strada lungo qualche ora.
Lui è più simpatico, forse. Tu sei più bella, magari. O invece non siete neanche il meglio che possa capitare in queste circostanze, poco importa. Anche l’ attimo di fastidio o di delusione vola via, presi come siete a reggere il palcoscenico dell’ordinario in modo fuori dal comune…
L’unica cosa alla quale tu tieni davvero è rispettare la tua immagine da valente manager di te stessa. Sei calata nel ruolo, non scivoli, non hai incertezze, non cedi a compromessi. Fingi bene, questo si. Ma sei decisa a non confondere la menzogna con la realtà.
Almeno fino a quella sera. Almeno fino a quell’incontro. Il tuo amico dell’agenzia, pur violando le regole e pregandoti di non svelare mai quelle informazioni, ti aveva avvisata.
Lo vedi e capisci in un lampo che quello non sarà un turno di lavoro come gli altri.
Sei impacciata e questo davvero ti innervosisce.
Non riesci a sostenere il suo sguardo e di questo hai paura.
Durante il breve viaggio in macchina al suo fianco rivedi Pretty Woman ad alta velocità e vorresti invece scacciare i sogni, le sensazioni, le emozioni…Tenti di conversare ma ti accorgi dalle sue risate che hai perso il filo, ti è sfuggita la domanda, hai dato una risposta senza senso. Balbetti.
Davanti al ristorante provi l’impulso di scappare ma resti. Quasi vorresti fosse tutto vero… Ma è vero. Sei proprio lì, con lui. No, non basta. Non è questo che intendi.
Lui sembra quasi leggere i tuoi pensieri. E allora cerchi con tutte le forze di rimettere i piedi per terra, apri la borsa, guardi il biglietto con ora e luogo dell’appuntamento: ha il timbro dell’agenzia, la firma del responsabile, il tuo nome scritto in stampatello.
Mi chiamo Maria, hai detto quando lui ti porgeva la mano e ti diceva il suo nome. No, mi chiamo Mary, di professione accompagnatrice, pensi. E ti sforzi di ricordarlo tutta la sera.

martedì 2 ottobre 2012

Eros a richiesta


Scrive racconti erotici. Su commissione. Studia il gusto del “cliente” per cogliere le aspettative, poi si siede alla scrivania e compone. Pezzi brevi ma folgoranti. Da pelle di velluto esplorata con dolci e lievi tocchi a intriganti slanci di passione, sempre sul filo del garbo romantico. Racconti eccitanti ma non da brivido bollente, talvolta venati di una suspence propiziatoria altri infilati in trame più goderecce ma di respiro elegante.
Lo stile morbido, che non sfiora mai il torbido e non si aggrappa all’audacia delle parole, regala pezzi di delicatissimo spessore.
Non è un sognatore. E’ un giocatore d’azzardo. Sa che i sensi si muovono al semplice soffio delle labbra, basta calibrare tempi e luoghi e scintille…Sa che deve osare senza rischiare troppo, barare talvolta e fare mosse pulite altre. Sembra il piccolo chimico che dosa ogni dettaglio. E sa rendere le pause. Anzi è grandioso nelle pause. In quei secondi di silenzio che corrono tra occhi languidi e assorti, mentre le mani esplorano, mentre i corpi si avvicinano. Un maestro nel rendere intatta la musicalità di certi sospiri.

Più che di fantasia pare armato di una lucidità straordinaria che fissa volti, stati d’animo, situazioni in un dipinto perfetto. E’ come se scrivesse un copione per attori in cerca di parte. A portarlo in scena, se saranno bravi, si emozioneranno come fossero protagonisti di una storia reale…