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venerdì 14 marzo 2014

Italiani noiosi, arroganti e fessi

Siamo così, devo chiedere scusa per la realtà? Chiedo scusa ma non troppo, ecco.
Nord, sud, sud, nord. Noi del sud siamo bla bla, quelli del nord sono solo brutti e antipatici. Noi del nord siamo bla bla, quelli del sud sono solo brutti e antipatici.
Al nord sono zeppi di pregiudizi su quelli del sud. Al sud sono zeppi di pregiudizi sul quelli del nord. Il sud è arretrato perché il nord l’ha sfruttato. Il nord non avanza perché ha la zavorra del sud. Se non ci fossimo noi del sud sai che tragedia nazionale. Se non ci fossimo noi del nord sai che tragedia nazionale.
Basta!!! Le graziose interpretazioni di Benvenuti al sud e Benvenuti al nord non sono sufficienti ad archiviare la stupidità. Siamo cocciuti come muli, aridi come rape. Altro che popolo della cultura, del calore, dell’eccellenza. Siamo una manica di provinciali presuntuosi.
La diversità diventa un baratro invece di una vivace ricchezza. E quasi ne andiamo fieri, del baratro. Io sono del sud, io sono del nord. Mai io sono italiano. Una come me ci sperava. Che la crisi fosse un’occasione, finalmente, per compiere l’unità mai raggiunta, accidenti. Che la ‘modernità’ significasse apertura mentale, confronto, scambio. Che le differenti caratteristiche diventassero strade da esplorare, energie da mescolare, virtù da condividere. Macché. Siamo ridotti a un colabrodo prima ancora che economico umano.
Abbiamo un patrimonio di artisti che fa teatro, tv, musica, cinema che spesso viene ingabbiato dai fan che lo rivendicano come trofeo locale. Come se a un artista fosse utile e sensato tarpare le ali. Come se un cantante dovesse prestare le corde vocali e l’interpretazione solo alla sua regione. Come se un attore fosse bravo solo perché è nato al sud o al nord. Altro che generose, entusiasmanti, efficaci contaminazioni. E’ quasi più accettato che uno del nord o del sud vada a fare esperienze, esibizioni, ricerche in Australia, in America, in Giappone piuttosto che al sud o al nord Italia.
Ma che diavolo abbiamo in testa?
Basta!!! Voglio una ‘patria’ dove stare tutti insieme e far vedere al mondo intero quante straordinarie carte sappiamo giocare oppure preferisco non averne alcuna.

Cari amici del nord e del sud, del sud e del nord vi chiedo una cortesia: prima di straparlare da noiosi, arroganti e fessi collegate qualcosa che si chiama cervello e mettetevi anche una mano sul cuore. Secondo me, se ce la fate, prima o poi mi darete ragione. 

giovedì 11 luglio 2013

La signora Lia e i presuntuosi

-Non sopporto i presuntuosi, quelli che si credono capaci in tutto.
La Lia altera difficilmente il tono di voce ma questa volta è troppo tirata per mantenere il timbro quieto.
-Ti capisco, è una faticaccia tollerarli. E sono pericolosi, per se stessi e per gli altri. Con la smania di competenze in tutto fanno guai. Però non essere così dura.
-Invochi dolcezza per gli arroganti?
-No, Lia. Ci sono gli altezzosi fanatici contro i quali puoi scagliarti allegramente. Poi però ci sono pure i combattenti, quelli che in buona fede ritengono che con buona volontà si possa fare proprio tutto. E’ vero, sono piuttosto immodesti e fastidiosi pure i secondi però magari sono giustificabili e digeribili…
-E come li giustifichi e li digerisci?
Quando la Lia mi punta addosso con decisione i suoi fanali mi disarma.
-Lia, dai, sono entusiasti, zelanti, ottimisti. O forse sono bisognosi di riscatto o cercano di farcela per soddisfazione personale. O, chissà, sono tipi che faticano a fidarsi e a delegare, preferiscono agire direttamente.
-Piantala, cara. Non riesci a convincere neanche te stessa. Uno che non rispetta il talento o le conoscenze altrui non può essere difeso. Chiuso.
La Lia è incontenibile. Mi chiude la bocca in un lampo e, in effetti, ha tutte le ragioni del mondo. Non so perché provo comunque a insistere: certo, Lia, ma te la senti di escludere che dietro tutta quella cocciutaggine ci sia semplicemente un limite umano?
-Il limite umano di quei figuri è la stupidità, accidenti. E allora?
-Insomma Lia sono sicuri di se perché non sono ricchissimi di spirito, pensano che bastino quattro ragionamenti e due maniche rimboccate per conquistare qualsiasi traguardo.
-Ma se provi tu, incompetente, a mettere il becco nell’unica materia in cui loro sanno davvero, ti sbranano. Ovvero riconoscono le proprie esperienze e conoscenze mentre quelle degli altri sono giochi da ragazzi.
-Lia, hai vinto, non posso oppormi oltre.

E’ così. E c’è solo da sperare che non facciano troppi disastri al prossimo.