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sabato 23 gennaio 2016

#Svegliatitalia

<Abituarsi alla diversità dei normali è più difficile che abituarsi alla diversità dei diversi (Giuseppe Pontiggia)>
Io adoro tutte le parole e tutte le emozioni che comunicano: la normalità però contiene qualcosa di avvilente, una sorta di confine, un limite alle possibilità, una routine, un panorama fermo, uno schiaffo alla fantasia, una mutilazione all’umanità. E’ la diversità il suono più bello, la tavolozza di colori, la finestra spalancata sul mondo, la porta di casa aperta, la luce accesa, l’intreccio di pensieri, la sorpresa e le somme, l’occasione sempre desta.
Si, c’è una battaglia di civiltà, oggi. Aderisco…eppure mi frastorna e mi intristisce un po’, che ve ne sia bisogno, che l’uomo abbia bisogno di lottare per ciò che la natura ci ha già consegnato: vita e amore.

#svegliatitalia.

venerdì 12 aprile 2013

Strada facendo


Siamo diventati grandi insieme, io e te, come Claudio Baglioni con i suoi occhi scuri. Ne
abbiamo fatti di passi, mano nella mano, magari urlando a qualcosa o a qualcuno perché ci riconoscesse, accidenti, perché facesse quattro conti e ci saldasse il debito.
Qualche volta invece abbracciandoci forte per non piangere. Magari appiccicandoci sulla bocca un sorriso per nascondere la tristezza.
Poi d’un tratto ho iniziato a non capire più il tuo respiro. O forse sei tu che ti sei allontanata. Non so come è andata davvero, non ricordo come abbiamo cominciato a vederci diverse, fatto sta che la corda si è rotta. Ci siamo pure messe a farci il nodo, perché buttarsi tutto alle spalle a volte sembra impossibile, insomma non volevamo dirci proprio addio.
A me faceva un po’ paura, lo ammetto. Con tutti quelli intorno che ci fingono sopra, non sapevo più da che parte eri. Diventavi sbruffona sulle facce dell’ipocrisia.  D’altra parte pareva che anch’io non ti piacessi più. Che io del rispetto ero l’amante migliore ma far passare tutto non lo digerivo proprio, non era quella lì la nostra giustizia. Non si chiama neanche bontà. Che quando sai dove è bene andare quelli che piazzano ostacoli o vogliono svicolare li prendi pure a pugni.
C’è voluto che si sciogliesse il nodo a forza di strattoni, che ruzzolassimo a terra per correrci di nuovo incontro. Siamo tornate a camminare a fianco, belle toste, che le mollezze fatue e le atroci convenienze a noi fanno venire l’orticaria. Stupidi e furbi, prima o poi, se ne faranno una ragione: tu sei la tolleranza, quella autentica. Tutto il resto è una manfrina che un giorno troverà il modo di prenderli a calci.