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sabato 28 dicembre 2013

Storia vera della bontà

Te li suggerisco io, i pensieri a mani giunte. Quei versi che un po’ somigliano a preghiere perché, in fondo, se dal cielo esaudiscono il desiderio non ti dispiacerebbe. Certo non osi dirlo, che è una preghiera. Per così poco…Mi pare di leggertela nel respiro questa misura.
Lo faccio in un sussurro quasi che a tirar fuori la voce troppo forte si scomodino le curiosità che è meglio tenere alla larga, per pudore. O, chissà, per scaramanzia. Mi pare di soffiare nel mirino, quello delle bolle di sapone. Così poi ci sgrano sopra gli occhi, sui pensieri a mani giunte suggeriti in un sussurro. Perché sono belli e delicati proprio come le bolle di sapone. Ci sto dentro leggera, assorta e calda, nella tua storia a strati, impacchettata un po’ alla volta nei sogni, nelle frasi, nelle pieghe.
Tu che ne sei innamorato e io che inizio a capire che non potresti non esserlo. Nella bontà che si srotola come una passatoia per accogliere un cammino sotto le stelle. Nessun fuoco d’artificio, a te fanno tremare di paura anche se ti piacciono le luci colorate. Solo piccole paste frolle fatte in casa, con cura, dolci al punto giusto, con la consistenza perfetta della ricetta della nonna. E io che mi sciolgo, nel piacere della gola e nell’emozione che fa brillare gli occhi.
Cosa vuoi che sia, un sentimento, un paese, un giorno strappato al caso. Eppure c’è l’arcobaleno in festa, nel tuo sorriso e in ogni boccone di frolla. Capita. Capita davvero. Che tutto prenda la direzione del vento, pure i capelli raccolti che scivolano fuori dalla coda. Sarà poi una combinazione vincente, come quella delle casseforti o delle lotterie, dove i numeri fanno la differenza e pure le magie.
Tu non ci credevi, che la bontà potesse conquistare così tanto. Pensavi che i cattivi fossero più forti e perfino più interessanti. Tesoro, non è vero che al massimo puoi regalare qualche attimo di commozione, sei una lezione vivente, un prezioso bouquet, un inno per tutti i giorni dell’anno. E, soprattutto, una di quelle realtà che assomigliano al sogno della felicità.

Anche con le ossa rotte sei bellissima.

lunedì 7 gennaio 2013

Ghostwriter


Eccomi, presente. Un fantasma…in carne ed ossa felice di scrivere al servizio di qualcuno.
L’unico problema è che vivere nell’ombra non facilita le opportunità e i contatti. E il giro dell’editoria, diciamolo, non è proprio di quelli a ingresso libero e facile. E allora? Come fa uno scrittore fantasma a promuoversi da solo, a trovare incarichi, a incontrare chi gli sta dando la caccia?
Lancia un appello sul web, come se fosse una vetrina davanti alla quale gli aspiranti autori passano regolarmente a sbirciare.
Allora ci provo. Dovrei confezionare una presentazione così affascinante e convincente da attirare almeno la curiosità di tanti potenziali “clienti” ma la rete è fatta ancora per ami e messaggi veloci. Ammiccamenti stringati e incisivi, ecco.
Ho disperatamente bisogno di scrivere un libro per te che hai una storia in testa e ti mancano le parole per raccontarla.
E chi mi chiamerebbe con un annuncio simile?!
Riprovo.
Non lasciare che la tua vita resti sconosciuta a molti, lascia che io la narri al mondo!
Forse potrebbe stuzzicare l’ego di qualcuno ma è ancora un invito mediocre.
Insieme possiamo fare faville, contattami e non te ne pentirai!
Bruttissimo, sembra invogliare a un appuntamento ad alto tasso erotico.
Realizza il tuo sogno attraverso il mio lavoro.
Banale, roba da pubblicità commerciale.
Amo scrivere e mi metto al tuo servizio con professionalità e dedizione.
Serio, lineare. Adeguato ma senza verve.
Voglio essere il tuo ghostwriter. Lo voglio con tutta l’anima, davvero!
Questo a me piacerebbe: ne colgo uno spirito romantico e spiritoso insieme. Diciamo passionale con allegria. Si, vorrei questo ghostwriter!
E tu? Mi affidi il tuo libro o no?