Quando
il saggio indica la luna lo stolto guarda il dito.
D’altra
parte la luna non è di tutti. E ci sono stolti altezzosi, non puoi neanche
aiutarli e
spiegare loro dove puntare gli occhi che tirano calci, sbuffano come
mantici, morsicano come vipere.
Fanno
i sostenuti, dice la signora Lia. Gonfiano il piccolo petto, tirano fuori un
paio di muscoli allo stadio embrionale, stringono il loro pugno di mosche, inarcano
le sopracciglia spelacchiate e sfoderano quattro stupidate con tono saccente.
Se
possibile bisogna fermarli. Prima dell’ultimo atto, insomma prima che diano
fiato alla bocca. Per rispetto alla
luna. Che non vuole si prestino l’orecchio e il tempo a chi disprezza ogni fascio
di luce. E ha l’animo troppo delicato per sopportare i gonzi cattivi (che ai
gonzi buoni non viene neanche in mente di non ammirare la luna!).
Non
datevi pena se vi hanno importunato, offeso, umiliato. Se avete dato loro tanto
e tanto e tanto, anzi decisamente troppo. Scambiate con garbo il piatto e mangeranno
esattamente il disgustoso cibo che hanno cercato di servirvi.
Assicuratevi
solo di ignorarli, da quel momento in poi, per sempre. E, soprattutto, che non
abbiano mai a permettersi di dirsi vostri amici con alcuno.
“A
volte certe benedizioni di Dio si manifestano mandando in frantumi tutti i
vetri” (Paulo Coelho).
Ringrazio
Conci Rinaudo per la splendida fotografia.
