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sabato 28 settembre 2013

La luna, il dito e gli stolti

Quando il saggio indica la luna lo stolto guarda il dito.
D’altra parte la luna non è di tutti. E ci sono stolti altezzosi, non puoi neanche aiutarli e
spiegare loro dove puntare gli occhi che tirano calci, sbuffano come mantici, morsicano come vipere.
Fanno i sostenuti, dice la signora Lia. Gonfiano il piccolo petto, tirano fuori un paio di muscoli allo stadio embrionale, stringono il loro pugno di mosche, inarcano le sopracciglia spelacchiate e sfoderano quattro stupidate con tono saccente.
Se possibile bisogna fermarli. Prima dell’ultimo atto, insomma prima che diano fiato alla bocca.  Per rispetto alla luna. Che non vuole si prestino l’orecchio e il tempo a chi disprezza ogni fascio di luce. E ha l’animo troppo delicato per sopportare i gonzi cattivi (che ai gonzi buoni non viene neanche in mente di non ammirare la luna!).
Non datevi pena se vi hanno importunato, offeso, umiliato. Se avete dato loro tanto e tanto e tanto, anzi decisamente troppo. Scambiate con garbo il piatto e mangeranno esattamente il disgustoso cibo che hanno cercato di servirvi.
Assicuratevi solo di ignorarli, da quel momento in poi, per sempre. E, soprattutto, che non abbiano mai a permettersi di dirsi vostri amici con alcuno.
“A volte certe benedizioni di Dio si manifestano mandando in frantumi tutti i vetri” (Paulo Coelho).

Ringrazio Conci Rinaudo per la splendida fotografia.