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martedì 27 maggio 2014

Cose da donne

Perché se ci prova è un porco. Se insiste chi si crede di essere e per chi ci ha preso. Se fa l’amico non siamo più seducenti. Se ci ignora è un cretino, per dirla gentilmente.
Non che le donne siano solo questo, fortunatamente. Ma, insomma, questo è un ritratto che difficilmente possiamo dire non ci riproduca in modo molto, molto, molto vicino alla realtà. Quasi che la femminilità passasse da quell’attimo. Dallo sguardo che si ferma, si gira e ci accompagna. Dall’invito, dalla proposta, dal complimento. E da una misura perfetta, che lusinghi ma rispetti.

Che poi sono un po’ frottole, ammettiamolo. Perché quello che ci piace può essere un porco presuntuoso amico cretino e quello che non ci garba non ne azzecca una neanche se è il migliore degli uomini.

lunedì 26 maggio 2014

Viva le mutande

Curioso si possa pensare di scrivere un inno alle mutande. Eppure…
Capita che si scoprano un po’ out e l’idea intenerisca, tutto qui.
Le mutande ci accompagnano da lungo tempo. E tutto sommato quando siamo a corto di risorse economiche o subiamo un vero e proprio assalto alle finanze siamo abituati a rimanere proprio con loro. Sono fedeli, insomma, le mutande. Una seconda pelle. Roba che poi ci consente tutte quelle condizioni come il pudore o la decenza, la sensualità, l’igiene. Perfino un po’ di protezione dalle zip.
Non onorarle è spiacevole, direi. Fatta eccezione per tutte le circostanze in cui è felice idea non indossarle o toglierle, dovremmo tutti i giorni a tutte le ore essere certi di averne un paio al loro posto. Che non è il cassetto, appunto. E neanche la lavatrice o il filo sul quale stendiamo il bucato. Le mutande devono camminare con noi. Aderire al nostro corpo, far parte dei nostri pensieri.
E non per piccole questioni di vergogna o convenzione. E’ buon gusto al quale non rinunciare, ripeto. Loro sono disponibili, carine, colorate, morbide, affettuose. Un po’ di rispetto, signore e signori. I vostri pruriti grattateli senza archiviare la prassi delle mutande, per cortesia. Nei luoghi e tempi opportuni le sfilate con grazia e giù a soddisfare piaceri e bisogni. Ma, al di là di questi luoghi e tempi, tenete coperte le vostre basse glorie.
Nei locali pubblici o aperti al pubblico i frequentatori eventualmente interessati a vedere come siete sotto troveranno la via per chiedervelo o scoprirlo. D’altra parte, se vi garba, potete invitarli in separata sede e mostrarvi spontaneamente. Tenete fuori dalla vista panoramica gli altri. Quelli come me che, francamente, si accontentano di immaginare.
Comunque, se posso permettermi, il consiglio di favorire la fantasia più del paesaggio potrebbe essere valido per tutti. Da che mondo è mondo è più affascinante quello che non si palesa sfrontatamente agli occhi…

Viva le mutande. Sono tempi difficili. Di bellezza e seduzione ad ogni costo. Ma a ogni costo guardate che il più delle volte non possiamo permettercelo!

martedì 6 maggio 2014

Un culo non fa primavera

Paola Bacchiddu ha postato su facebook il lato B per attirare l’attenzione e quindi meglio sostenere la lista Tsipras. Il bikini è stato un po’ una resa, pare. Dopo molto lavoro di comunicazione, la Bacchiddu ha capitolato a una verità nota (e inconfutabile): il corpo di donna parla la lingua più attraente.
D’altra parte ben potrebbe sostenersi che, al di là della motivazione, è nella sua libertà pubblicare in foto la sua avvenenza. Ciascuno poi è altrettanto libero di valutare come meglio ritiene una scelta ‘politica’ di questo tenore.
Intanto la Bacchiddu un paio di risultati li ha raggiunti: ora tutti parlano di lei e della lista Tsipras. Che alla fine, si sa, non conta che la comunicazione sia fatta bene ma che sia efficace. Potremmo discutere di quanti si fermeranno alle sue forme infischiandosene di quello che volevano veicolare per le europee ma non potremmo mai mettere in dubbio la potenza delle curve e delle pose.
Qualcuno si cimenta così a sdoganare le donne di sinistra dal rifiuto dell’immagine ammiccante e del voyeurismo maschile. Anche loro credono nei buoni risultati della seduzione, insomma. Oppure, si potrebbe supporre, sfruttano le naturali debolezze del sesso forte.

Lungi da un giudizio sulla Bacchiddu e sui guardoni del web quello che noto, tristemente, è che la politica ha sempre meno appeal. E di chi mandiamo in Europa continua a importarcene poco o niente. Un culo non fa primavera quindi non ci sarà altro schieramento che dovrà invocare una campagna elettorale scorretta. Al più potranno contrapporre un bel seno. La sostanza è che interessa più una foto sexy di un programma politico. E che i cittadini, tutti quanti, non sono poi diversi e migliori da quelli che li rappresentano…