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giovedì 9 febbraio 2017

Camminando sulle ombre

Ogni verità passa attraverso tre fasi: prima viene ridicolizzata; poi è violentemente contestata; infine viene accettata come ovvia (Arthur Schopenauer)
Non ci sono parole migliori di quelle di Schopenauer per introdurre un libro come ‘Camminando sulle ombre’ di Marco Paracchini. Ancora più arduo capire quale fase accoglie il libro. In fondo è ciascun lettore a diventare padrone della scelta…
Una scelta che potrebbe assomigliare a quella di Quint Dekker, il protagonista, tra vivere o morire? L’adrenalina è d’obbligo in storie ad alta tensione come questa di Paracchini, dove il calcio si mescola alla religione, ai poteri del mondo e a molti misteriosi enigmi sulla vita terrena stessa.
Ecco, Camminando sulle ombre ha il ritmo avvincente delle opere sui servizi segreti e sulle grandi alchimie internazionali e una trama che inquieta e insieme seduce. Nulla è vero tutto è vero se vogliamo pensare oltre quello che vediamo e crediamo di sapere. D’altra parte gli intrighi e gli ordini superiori, immanenti a qualsiasi nostra idea di realtà, non possono essere negati ma neanche svelati. Ognuno può immaginarli in un modo o in un altro, interpretarli forse alla luce di chissà quale studio o ipotesi o illuminazione, augurarseli più o meno buoni o saggi o almeno utili a qualche causa, ma pochi possono metterci sopra davvero le mani.
Quale che sia l’intento di una storia come Camminando sulle ombre, Marco Paracchini si dimostra abile a narrarla con uno stile poliziesco che tiene sempre il fiato sul collo al lettore ma nel contempo con una nota di fondo intimista che fa appassionare agli aspetti emotivi dell’intera vicenda.
Chi sono i 13 che disegnano il Nuovo Ordine Mondiale?
Panem et circenses…Quanto siamo occultamente distratti per non arrivare mai a fiutare il senso della nostra stessa esistenza?
Pagine che mozzano un po’ il fiato, tra viaggi rocamboleschi, morti, scoperte sconvolgenti e quella spina nel fianco…quella della libertà di trovarci dentro fantasia o traccia da seguire.
Lettura vivamente consigliata.

Marco Paracchini, Camminando sulle ombre, Lettere Animate.

mercoledì 23 ottobre 2013

Il sole, la luna, le stelle

“Eppure io so come rendere interessante la tua vita.
Ah si? E come?
Andando a cercare la parte di sogno che ti spetta di diritto.
E dov’è questa parte di sogno?
Un po’ ovunque nel mondo. Ma soprattutto dentro di te!”
(Il violino nero, Maxence Fermine)
Il problema, se mai, è l’interpretazione, dei sogni. E scusate se sembra una battuta che offusca il lirismo di un grande pensiero.
Qualche volta ci rassegniamo a dare ai nostri sogni una lettura che si adatti alla realtà dei nostri confini. Ed è lì che rischiamo di ucciderli.
“Nemo propheta in patria” (Gesù docet).
Non occorre solo serenamente accettarlo e volgersi altrove, ad abbracciare le menti e i cuori che allargano le braccia per accoglierci. Bisogna essere felici di quel salto perché ci consegna al cielo.
“Possa tu costruire la scala che conduce alle stelle e percorrerne ogni gradino” (Bob Dylan). Già, che meraviglia! E allora è facile intuire quanto lo splendore delle stelle sia incantevole nel buio: “Solo quando è buio riusciamo a vedere le stelle” (Martin Luther King).
Certo la luce poi qualche scherzo lo tira: “Non avessi mai visto il sole avrei sopportato
l’ombra ma la luce ha aggiunto al mio deserto una desolazione inaudita” (Emily Dickinson). Quando la conosci, ogni ombra è una lacerazione, è vero. D’altra parte dobbiamo capire che il privilegio di vedere la luce vale assai più del dolore che ci procura il buio intorno.
Indulgenza, ci vuole indulgenza. Con chi non ha luce, tra le mani o in sogno. Pure con chi, colpevolmente, la ignora. La vera condanna la pronunciano da soli e non sta dunque a noi infierire sulle loro tenebre. Ciò di cui dobbiamo invece andare lieti e fieri è la distanza del nostro coraggio e della nostra verità.
“Oh certo che può sembrare inutile/una stazione a chi non parte mai/ma i treni che davvero portan via/non han fiori sui sedili/ma da fuori non lo sai/devi entrarci per sapere dove vai…Corri via, scappa via, ma devi farlo da te/senza starlo a chiedere…basta che cerchi tu, solo tu, di scegliere chi sei”  (Irene, Roberto Vecchioni).
Tu ci sei entrato, io ero lì e ho capito subito che eri pronto per il viaggio. Un po’ ovunque nel mondo ma soprattutto dentro di te, a cercare la parte di sogno che ti spetta di diritto.
So che talvolta non basta: a chi ha “il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me” (Kant) importerebbe assai far assaporare a tutti la stessa feconda beatitudine e avverte ogni porta chiusa come un pugnale nel cuore della vita. Sono orribili momenti che dobbiamo sopportare, non c’è scampo. Quello che conta è guardare l’orizzonte non un puntino fermo sotto i nostri piedi, non farsi confondere o indebolire, non cedere mai a chi vuole trattenerci nell’oscurità.
“Ci sono momenti nella vita in cui l’unica alternativa possibile è perdere il controllo” (Brida, P. Coelho). Meno male che l’hai perso, il controllo!
Continua a volare.

Dedicato a te e a tutti gli illuminati che prima o poi la storia narrerà come acrobati dell’aria e donatori di ali.

lunedì 9 settembre 2013

Nessun luogo è lontano

Se a qualcuno sfugge la citazione che corra subito a colmare la lacuna: il Maestro, Richard Bach, è una lezione vivente che nessuno dovrebbe permettersi di perdere!
Io adoro il volo di Bach, quello vero e quello metaforico. La vita è tutta lì, nell’essenza di un viaggio senza inizio e fine, di un’avventura senza tempo e posto. Nel desiderio e nella realtà. In quella luce del pensiero che ti consegna all’ovunque, che ti fa andare oltre, che ti fa incontrare l’infinito. Nella libertà di essere, finalmente fuori dall’angusto limite della tua appartenenza.
Quando capisci di avere le ali esattamente come Falco, Aquila, Colibrì o Gufo sei già altrove, meravigliosamente altrove, qui e là, nel mezzo della festa, quella dell’anima. Senza il lacciuolo dell’abitudine che si ripete, del confine che ti opprime la vista, della strada che ti detta il passo.
Quanta ebbrezza nel salto! E nella scoperta del cielo, magari con l’amico Jonathan. Dei respiri che corrono. Degli occhi che guardano. Tutte le meraviglie a volteggiare nell’aria, tutti i profumi ad accarezzare la pelle, tutte le musiche a solleticarti il corpo.
Spazio mentale, dice la signora Lia, che ti consegna una dimensione allargata, ovviamente. Certo, è questione di percezioni. Non puoi sognare davvero quello che neanche sai esistere…
Taluni però, diciamolo, difettano in volontà oltre che in fantasia. Non vanno ad annusare quello che c’è al di là del loro cortile e non aggiornano il calendario neanche se gliene arriva uno nuovo in dono. Non solo. Trovano sia virtù la loro frontiera.
Devo comunque convenire con la signora Lia: la fortuna piove dall’alto. Ci devi nascere, con le antenne. Già.

Ringrazio la pioggia.

lunedì 2 settembre 2013

Selezionare il writer

Esatto, amico mio, sintesi perfetta! Tutti possono leggerlo, anzi, più sono meglio è,  ma pochi possono (e devono) capirlo. Il libro funziona come il film o il cartone animato, naturalmente.
Bravo, a te non scappano i Perché? In che senso? Quelli che pongono questo genere di domanda sono quelli che non possono (e non devono capire).
Il genere in questo caso, hai ben intuito, funziona a meraviglia per depistare. Ecco perché il vero editore è sempre dentro le segrete cose. Fiuta che quel libro è quel libro.
Questione di linguaggio, taglio, allusioni, elementi “misteriosi”, ipotizzi giustamente.
C’è un filo invisibile a molti, visibile ad alcuni, per intenderci.
Certo, posso svelarti come quell'autore sceglie quel (ghost)writer.
Più (ghost)writer vengono chiamati al capitolo, al pezzo, alla pagina di prova. Ciascuno scrive e si rimette al piacere del committente. A quel punto la “valutazione” è…reciproca! Autore e (ghost)writer si “riconoscono”, bravo amico mio, è proprio così!
Il (ghost)writer fa il barcaiolo, per quell’autore. Se il committente muove appunti, non coglie, non gradisce il (ghost)writer comprende che non è un navigante. E altrettanto vale per il committente: se il (ghost)writer non intercetta la rotta è evidente che non è un barcaiolo.
Se un (ghost)writer non è un barcaiolo non può scrivere per un navigante. Se un (ghost)writer è barcaiolo può scrivere anche per chi non lo è. Con la prova appura che non lo è e allora si mette a scrivere da semplice terrestre!
Ma allora…a sfidare il tempo sono solo quelli, giusto?

Giusto, amico mio.

martedì 5 marzo 2013

Il Governo degli Illuminati


Sarò breve. Urca che incipit.
Trovo spocchioso, irrispettoso e francamente spregiudicato che oggi un vecchio partito (una vecchia coalizione o un vecchio leader) non abbia altra smania che finire a capo del Governo. E, sia chiaro, non vale solo per il PD e per Pierluigi Bersani, sarebbe accaduto altrettanto per il PDL e Silvio Berlusconi.
La situazione è disastrosa e i politicanti, a destra e a manca, sbandierano le solite formule, ricette, soluzioni e promesse. Pare quasi che vogliano e possano proporsi alla guida del Paese come vergini al primo incontro amoroso, accidenti.
Sono davvero convinti che possano ancora sollazzarsi al potere in ricchezza, libertà e leggerezza? O c’è qualcuno tra loro che pensa proprio di avere qualità, capacità e statura per fronteggiare uno dei momenti più delicati della storia d’Italia?
Bla, bla, bla. Ecco, a sentirli sproloquiare di alta finanza e dintorni, a me arriva solo che non hanno compreso la complessità e profondità della crisi sociale, culturale ed economica che stiamo attraversando. Forse non ne hanno neanche la percezione, in verità. E, comunque, si danno a pose, linguaggio e strumenti assolutamente distanti dal cuore della realtà.
Potrei intravedere la fine del tunnel solo se il Presidente Napolitano affidasse l’incarico di Premier a una personalità illuminata, fuori dall’agone politico ormai decisamente poco autorevole e credibile. Sostanzialmente un garante del popolo. Un uomo e una donna di specchiata moralità e di grande equilibrio e carisma non un tecnico, per intenderci. Qualcuno che possa traghettare il Paese verso una Repubblica adulta e civile a sovranità popolare insieme a un nuovo Presidente della Repubblica ugualmente illuminato mentre il Parlamento adotta finalmente e veramente le grandi e improrogabili riforme di sistema.
Solo a quel punto potremmo iniziare una grande riflessione sul nostro futuro, avere la forza per sopportare i sacrifici e trovare l’entusiasmo per un’autentica ricostruzione.
Se dunque capisco, purtroppo, la pervicacia dei pessimi politici alla logora e oscena logica fin qui imperante, capisco assai meno le titubanze o le resistenze della “base”. Perché alcune persone per esempio riescono a esprimere per Grillo più disprezzo o paura di quanto non ne abbiano mai manifestato per chi ci ha rovinato?
Perché alcune persone ragionano ancora per alleanze, giochi di compromesso e robaccia del genere con rassegnazione o, peggio, con condiscendenza, senza provare a sperare nel vento di svolta?
Perché alcune persone vogliono delegare il loro destino e quello del Paese ai politicanti invece di chiedere a gran voce la guida di Illuminati dietro e accanto ai quali tornare a occuparsi di bene comune e cosa pubblica?
Mi spiace, parecchio. Perché è una grande emozione il coinvolgimento sano, attivo e onesto della “piazza”. Perché voglio vivere il tempo della rinascita. E dovremmo esserci tutti!
Qualcosa di troppo lungo da spiegare mi conforta. Insomma credo che il Presidente Napolitano stia valutando proprio l’ipotesi di un Governo degli Illuminati.