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giovedì 11 settembre 2014

La poesia del dopo

La poesia del dopo ha le rime del sollievo. E’ leggera, ha il profumo della pace. In quello che temiamo e non capita, nella sciagura evitata ci sono tutte le melodie del mondo. I muscoli che si distendono, il sorriso che non finisce più di allargarsi, le mani che smettono di tormentarsi.
Che tra un verso e l’altro quasi dimentichi quello che hai sofferto, l’angoscia che mordeva, il cuore che saltava via. Ti tocchi e ci sei, intero. Proprio come quando guardi l’arcobaleno dopo il temporale e pensi che c’è sempre la luce dopo un tunnel.

Se mai resta lo specchio, a ricordarti che tutti i prima e i durante restano sulla pelle. Che l’anima ha proprio le stesse rughe. Che la vita non ti restituisce la serenità che hai perso. Ma a te basta, deve bastare, avere un’altra pagina davanti. Fuori dalla tortura. Anche solo per il tempo della speranza.

giovedì 30 gennaio 2014

Poesia

Lei non si infilava mai nei versi. Come se fossero cose sacre per menti sapienti non osava neanche sfiorarli con il desiderio. Li leggeva incantata e non credeva avrebbe potuto riprodurlo, l’incanto, poggiando le parole nel ritmo di una poesia. Timore, rispetto, amore. E quella vaga sensazione di essere sempre fuori posto nelle cose grandi.
Come se il vuoto dei suoi languori emotivi invece non avesse tutti i profumi di una lirica di dolcezza graffiata. Come se certe sue frasi non avessero dentro tutte le arie e le pause di un respiro metrico. Come se non avesse sempre l’occhio che inquadra quello che ha malinconie o allegrie in attesa di un’ode nuova.
Fino a quel giorno, sulla riva di un fiume che conosceva meglio di qualsiasi ansia o sogno.
Seduta, con la schiena appoggiata al solito albero e le gambe lasciate andare, morbide e lunghe, nell’erba. I versi le sono arrivati sulle labbra come usciti dalla memoria e recitati in un sussurro. Non aveva neppure un taccuino per scriverli. E d’altra parte non sarebbe servito. Non sarebbero sfuggiti al suo cuore, troppa emozione e troppa gioia in quella libertà per perderne le tracce.
<Finalmente!>
La voce alle sue spalle la sorprese a ridere e piangere insieme. Non le era arrivato all’orecchio il rumore dei passi, certa della sua solitudine stava godendo con tutti i sensi, leggera come mai nella sua vita.

Non si voltò, attese che lui le sedesse accanto poi l’abbracciò, scossa dai brividi più belli della sua poesia.
(Giovanni Boldini, profilo di una giovane donna)

giovedì 8 novembre 2012

Il ritratto: (I testicoli di) Alessandro Barbaglia


Il ritratto si addice al personaggio e Alessandro Barbaglia lo è quindi potevo risparmiarmi il riferimento a una sua parte, peraltro tanto intima. Ma qui i testicoli sono essenziali, intrinseci al ritratto! Insomma lui e i suoi testicoli sono, vivono e camminano insieme, anche a costringerli sotto pantaloni e mutande sono lì, inutile non inquadrarli per pudore o per stile…
A vederlo in giro per Novara, Alessandro Barbaglia, il ragazzo dai riccioli scarmigliati con la barba un po’ tonda un po’ ribelle, che mi pregio di conoscere, lo scambiereste per un giovane intellettuale giocoso e irriverente. In verità è un fenomeno di perfidia e sensibilità, un marziano che ha messo radici sulla terra o una mongolfiera che non vuole saperne di lasciare il cielo.
Spirito acuto, è fuor di dubbio. E giocoliere. Si, Alessandro Barbaglia maneggia con destrezza realtà e parole e non sai se alla fine è lui a fonderle o loro a fondere lui. Forse deve rimanere un mistero. Perché in verità a svelarlo non c’è neanche gusto. Lui e i suoi testicoli, senza la libertà del delirio, sarebbero ingiustamente macchiati di eresia.
A questo punto mi tocca chiarire che i Testicoli di Alessandro Barbaglia non sono proprio quelli che immaginate. Vanno oltre la vostra fantasia, insomma.
Concretamente sono testi piccoli. D’amore, paranoia, genio e capriccio. Sono schizzi, e scusate se l’ammiccamento suona banale…
Un exploit così, cari lettori, non può che preludere a un trionfo.

Se ormai curiosità, sagacia e audacia vi mordono il fianco non aspettate il libro “I testicoli” di Alessandro Barbaglia che uscirà nella primavera prossima, correte al Circolo ARCI Big Lebowski a Novara, in corso Trieste 15, venerdì 16 novembre 2012 alle ore 21: ad accompagnare Alessandro Barbaglia e i suoi testicoli, più o meno in poesia, ci saranno i Cocci, Ignazio Manzari e Daniele Argentieri, musici presumibilmente altrettanto svitati.
Al termine della performance live verranno distribuiti gratuitamente, in edizione limitata numerata e firmata, i Testicoli di Alessandro Barbaglia.
Un’esperienza imperdibile. Lasciate a casa la razionalità, preparatevi alla comicità della dolcezza, alla stravaganza dell’ironia, alla delicatezza dell’assurdità.
Prendere in mano dei testicoli può rivelarsi un incontro con la vita.